…e alla fine ci ritrovammo a vagar virtualmente per il mondo, come viaggiatori esuli nel mar in tempesta.

…e alla fine ci ritrovammo a vagar virtualmente per il mondo, come viaggiatori esuli nel mar in tempesta.

5 Marzo 2020 0 Di gianluca

La nostalgia di un tempo non molto passato si contrappone al pensiero che alla fine di tutti questi tragici eventi, la nostra vita quotidiana non sarà più come prima. Questo periodo per molti di noi ha fatto apprezzare quei valori a cui da un bel pò di tempo, non davamo importanza, ha reso, la convivenza forzata fra le mura di casa il modo per imparare ad apprezzarci gli uni con gli altri ed accettare i difetti che la vita frenetica di pochi mesi fa, non faceva emergere. Siamo diventati molto più deboli psicologicamente, consci del fatto che la nostra invincibilità, la nostra forza interiore, il nostro ardore, il nostro modo di affrontare i problemi e le sfide che la vita ci riserva nel quotidiano, sono state annullate da un insignificante e microscopico organismo che ha sfruttato la nostra stessa modernità frutto della globalizzazione di cui noi siamo stati fieri fino a ieri. Oggi più di prima, ci nascondiamo dietro i nostri profili social, utilizziamo i nostri avatar per salutarci, per interagire fra di noi, per cercare di auto convincerci che in fondo non è successo niente e che la nostra vita quotidiana è virtualmente rimasta inalterata, ma se ci fermiamo per un istante a riflettere sull’accaduto ci rendiamo conto che tutto quello che l’umanità fino ad oggi ha conquistato, in un battito di ciglia, ha cancellato. Il nostro essere liberi, i fondamenti della nostra vita quotidiana, sono ormai mutati.

Oggi ormai ci sentiamo diversi, come un pugile caduto a tappeto sotto i colpi di un feroce avversario, quell’avversario che noi esseri umani abbiamo voluto portare allo stremo, quell’avversario che ha resistito ai duri colpi dell’umanità, del progresso, della tecnologia e che oggi si è rivolto contro. L’umanità è stata messa a tappeto dalla stessa umanità, dalla mancanza di rispetto, dalla sete di potere, dalla continua e quotidiana sfida di superarsi gli uni con gli altri.

Alla luce di tutte queste considerazioni catastrofiche, le domande da porci sono quelle che, oggi come oggi, ci balenano per la testa ad oltranza, cosa ci riserverà il futuro?, come usciamo vincitori da questa situazione?, riusciremo a tornare alla normalità in un contesto che di normale non ha più nulla?, impareremo a dominare le nostre paure, sconfiggendole e riuscendo a riappropriarci dei nostri spazi e delle nostre vite?

Una cosa è certa, alla luce di tutte queste domande, la vita riesploderà, la vita come essere vivente riconquisterà il proprio posto nel pianeta, quello stesso pianeta che come un paziente malato ha prodotto gli anticorpi necessari per eliminare le tossine, per ripartire e depurarsi da anni ed anni di inquinamento e da danni procurati dall’incuria e l’incoscienza degli suoi stessi abitanti.

Nulla sarà più come prima, ci sarà un prima e un dopo codiv19. Forse questa esperienza ci renderà tutti più consapevoli del vero valore della vita e ci renderà tutti più solidali fra di noi, ci farà capire che la vita, quella vera, è un’altra cosa, va oltre il potere, il continuo corri corri, il desiderio di primeggiare sugli altri; questa enorme piaga che ha colpito l’umanità ci ha resi tutti uguali, ci ha messi sullo stesso piano, ha messo in evidenza le nostre fragilità e ci ha fatto capire che l’unico modo di riconquistare il nostro posto sul pianeta è la solidarietà tra popoli, il darsi la mano l’uno con l’altro, come un’unica famiglia  in cui ognuno fa la propria  parte, rispetta  e soccorre il più debole.

La vita vincerà sulla vita, non è la prima volta che l’umanità risorge da immani sciagure, catastrofi, pestilenze, guerre, come un germoglio sboccia su un ramo dal cupo inverno, l’umanità intera riconquisterà, anche se a caro prezzo, il proprio ruolo sul pianeta e forse non commetterà tutti gli errori fatti in passato.

L’auspicio che i nostri figli possano essere costruttori di nuovi principi, delle fondamenta di un futuro, spero, non lontano che permetta loro una vita sana, all’insegna del rispetto come base fondamentale dei valori dell’esistenza dell’intera umanità.